Dal 2 agosto 2026 l’AI Act europeo è pienamente applicabile. È il primo quadro normativo al mondo dedicato all’intelligenza artificiale, e tra le sue regole più discusse ci sono i limiti al riconoscimento facciale. Proprio in questi giorni la Commissione UE ha richiamato l’Italia, accusando il decreto nazionale di rischiare una sorveglianza di massa. Vale la pena capire cosa è davvero vietato, cosa no, e cosa significa per la tua privacy.
Cosa vieta (e cosa no) l’AI Act
L’AI Act stabilisce un principio chiaro: l’identificazione biometrica in tempo reale negli spazi pubblici è vietata, salvo eccezioni molto ristrette. Le forze dell’ordine possono usarla solo in tre casi: cercare persone scomparse o vittime di tratta, prevenire una minaccia terroristica imminente, o identificare i responsabili di reati gravi. Anche allora serve l’autorizzazione preventiva di un giudice.
Il regolamento vieta poi in modo assoluto la creazione di banche dati facciali ottenute raccogliendo indiscriminatamente immagini da internet o dalle telecamere — il modello di business di aziende come Clearview AI diventa illegale nell’UE, senza scappatoie. Sono vietati anche i sistemi che riconoscono le emozioni sul posto di lavoro o a scuola, e quelli che deducono dal volto la religione, l’orientamento sessuale o le opinioni politiche di una persona.
Le sanzioni sono pesanti: fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale per le pratiche vietate. Il punto debole, però, sono proprio le eccezioni: il riconoscimento facciale a posteriori — analizzare le registrazioni dopo i fatti — non è vietato, ma solo classificato come “ad alto rischio”. E ogni Stato membro può approvare leggi nazionali che allargano i margini.
Il nodo italiano: l’articolo 10
Ed è qui che entra in gioco il decreto italiano. Il governo Meloni sta portando avanti il provvedimento che recepisce l’AI Act, ma alcune norme hanno acceso lo scontro con Bruxelles. L’articolo 8 ricalca le eccezioni europee, permettendo il riconoscimento in tempo reale solo con l’autorizzazione del pubblico ministero. Il problema è l’articolo 10.
Quella norma consente di raccogliere e conservare per sette giorni i dati biometrici delle persone che transitano in luoghi considerati sensibili — piazze, stadi, eventi pubblici — per poterli confrontare in un secondo momento, qualora venga commesso un reato. Secondo il governo si tratta di due fasi distinte: la raccolta avverrebbe prima, l’analisi solo dopo un crimine. Ma il Garante per la privacy non è convinto: chiede che il testo dica esplicitamente che l’analisi può avvenire solo dopo un reato, e ritiene troppo vaga la definizione dei luoghi “sensibili”, con un concreto rischio di sorveglianza di massa. L’opposizione ha protestato davanti a Palazzo Chigi con lo slogan “No al Grande Fratello italiano”, e l’europarlamentare Brando Benifei, relatore dell’AI Act, ha annunciato un’interrogazione urgente alla Commissione.
Cosa puoi fare concretamente
Le regole ti danno diritti reali, ma solo se li conosci. Hai diritto di spiegazione quando un sistema di IA prende decisioni significative su di te: se un algoritmo respinge la tua candidatura o il tuo prestito, puoi chiedere per iscritto il motivo. Dal 2 agosto le violazioni si segnalano alle autorità nazionali competenti — in Italia, il Garante e l’Agenzia per la cybersicurezza.
Sul piano pratico, ricorda che il riconoscimento a posteriori resta legale: se sei a una manifestazione o in un luogo videosorvegliato, il tuo volto può essere analizzato in seguito. Cappello, mascherina e occhiali continuano a funzionare. E vale la pena sostenere le organizzazioni che vigilano sull’applicazione delle regole, come EDRi e Access Now: sono loro a intercettare gli abusi prima che diventino la norma.
Conclusione
L’AI Act è la regolamentazione sull’intelligenza artificiale più ambiziosa al mondo, e il divieto di scraping dei volti ha davvero dei denti. Ma “completa” non vuol dire “senza falle”: le eccezioni per le forze dell’ordine sono ampie e il riconoscimento a posteriori resta permesso. Il caso italiano dimostra che la partita vera si gioca sui decreti nazionali. La legge è scritta: ora conta chi la applica, e come.
Fonti:
- EU warns Italy over facial recognition — Eunews
- The EU AI Act Takes Full Effect in August: What It Bans — State of Surveillance
- Article 5: Prohibited AI Practices — EU Artificial Intelligence Act
- EU AI Act: First Regulation on Artificial Intelligence — European Parliament
- AI Act, Garante: rafforzare le tutele per i dati biometrici — Garante Privacy