Il 26 agosto 2026 il Dipartimento di Stato americano, insieme al Tesoro, ha inserito Autistici/Inventati nella lista dei Specially Designated Global Terrorist. È un collettivo toscano nato nel 2001 che regala caselle email, mailing list, blog e hosting ad attivisti. Nel giro di pochi giorni il dominio autistici.org è diventato irraggiungibile, PayPal ha bloccato le donazioni e Banca Etica ha sospeso il conto corrente. Non c’è stato un processo. Non c’è stata una condanna. C’è stato un elenco.


Cosa è successo, in ordine

L’accusa di Washington è di fornire “infrastruttura digitale” a cellule antifasciste e gruppi di estrema sinistra: email cifrate, hosting, streaming, anonimato. Non è la categoria FTO — non è un’organizzazione terroristica straniera in senso penale — è un regime di sanzioni finanziarie. La differenza è tecnica e devastante: non serve dimostrare nulla in tribunale, basta la firma di un ufficio del Tesoro.

L’OFAC ha concesso una General License con finestra fino al 25 settembre 2026 per “chiudere ordinatamente” i rapporti esistenti. Tradotto: avete un mese per staccare la spina.

Autistici/Inventati era correntista di Banca Etica dal 2018, con un conto sempre regolare e un profilo di rischio medio. Il 1° settembre la banca ha comunicato la sospensione dell’operatività e ha ammesso che “è purtroppo probabile” la chiusura definitiva. Nel comunicato ha anche fatto una cosa rara: ha condannato pubblicamente l’uso politico delle liste OFAC e ha chiesto alle istituzioni europee di intervenire.


Perché una banca etica non ha potuto essere etica

Qui sta il punto che riguarda tutti, non solo gli attivisti. Banca Etica non ha chiuso il conto perché ha cambiato idea sui suoi valori. Lo ha chiuso — o sta per farlo — perché non ha alternative tecniche.

Un istituto europeo che mantiene rapporti con un soggetto in lista OFAC si espone a sanzioni secondarie: la cessazione di ogni servizio erogato da intermediari statunitensi. Che significa, concretamente, che i circuiti Visa e Mastercard smettono di funzionare per tutti i clienti della banca, e che ogni pagamento fuori dall’area euro si blocca. Banca Etica ha 130.000 clienti. Ha scelto di sacrificarne uno per non affondare gli altri.

Non è vigliaccheria. È aritmetica imposta da un monopolio infrastrutturale. La banca ha scritto nero su bianco la parte più interessante: l’estrema interdipendenza dei sistemi bancari rende vincolanti anche per gli operatori europei le iniziative unilaterali americane, “anche qualora presentino profili di illegittimità a danno di cittadini o entità europee”. È una banca italiana che ammette di non essere sovrana in casa propria. Prima di A/I era già successo con Francesca Albanese e con i giudici della Corte Penale Internazionale.


L’ironia che nessuno voleva

E qui arriva la parte che su queste pagine non possiamo far finta di non vedere.

Autistici/Inventati ha sempre rifiutato le donazioni in Bitcoin. Lo hanno ribadito anche in questi giorni: consideravano le criptovalute una forma di speculazione finanziaria, contraria alla loro impostazione anticapitalista. Non volevano arricchirsi, volevano tenere in piedi servizi gratuiti. Una posizione coerente, dichiarata, mai nascosta.

Il risultato è che un collettivo che ha passato venticinque anni a costruire resistenza tecnica alla sorveglianza — cifratura, anonimato, autogestione dei server — si è affidato per il denaro all’unico strato dello stack che non aveva mai messo in discussione: un conto corrente, un PayPal, un registrar. Tre permessi concessi da terzi. Revocati tutti e tre in una settimana, con una firma, senza un giudice.

Non c’è niente da ridere. È la dimostrazione più pulita che si potesse chiedere di una cosa che ripetiamo da mesi: la resistenza alla censura non è un’opinione politica, è una proprietà di un protocollo. Bitcoin non è resistente alla confiscazione perché è di destra o di sinistra o perché il prezzo sale. Lo è perché non esiste un ufficio a cui telefonare. Un indirizzo Bitcoin di cui possiedi le chiavi non ha un compliance officer che valuta il tuo profilo di rischio, non ha un circuito americano da cui essere espulso, non ha una General License che scade il 25 settembre.

Chi ha considerato Bitcoin “solo un modo per fare soldi” ha scartato lo strumento guardando la parte sbagliata. Il prezzo è rumore. La proprietà utile è che funziona anche quando qualcuno decide che non dovresti esistere.


Cosa portarsi a casa, concretamente

Se gestisci un progetto, un’associazione, un collettivo, un blog — o anche solo se hai un’attività che qualcuno potrebbe un giorno trovare scomoda:

Non tenere un solo canale di ricezione fondi. Conto bancario, PayPal e un indirizzo Bitcoin in self-custody non sono alternative ideologiche: sono ridondanza. Il primo che salta non deve portarsi via tutto.

Self-custody, sempre. Bitcoin su un exchange è di nuovo un conto altrui, con le stesse liste e la stessa compliance. Se le chiavi non sono tue, hai solo cambiato il nome dell’intermediario.

Ridondanza anche sull’infrastruttura. Il caso A/I è partito dal registrar: il dominio è caduto prima del conto. Domini di riserva, mirror, e — se puoi — un .onion che nessun registrar può ritirare.

Accettare Bitcoin non è aderire a un’ideologia. È tenere aperta una porta di servizio. Puoi convertire in euro il giorno dopo e continuare a pensarne tutto il male che vuoi.


Conclusione

Non stiamo esultando per una vendetta ideologica: la designazione di Autistici/Inventati è un abuso di uno strumento antiterrorismo contro il dissenso politico, e va detto chiaramente. Ma l’ironia resta, ed è istruttiva: puoi cifrare tutte le email del mondo e restare comunque a un clic di distanza dall’essere spento, se il denaro passa da qualcun altro. La sovranità digitale non è una collezione di software liberi con un conto in banca sotto. O è tutta la catena, oppure è la lunghezza dell’anello più debole.

Questo non è un consiglio di investimento. È un’osservazione su come funziona un’infrastruttura.


Fonti: